Locorotondo vista dalla campagna: si riconoscono le cummerse, i tetti spioventi in chiancarelle
Locorotondo vista dalla campagna: si riconoscono le cummerse, i tetti spioventi in chiancarelleFoto: Cinzia astorino · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Chi arriva a Locorotondo per la prima volta se ne accorge subito: qui il bianco non è un dettaglio, è la materia di cui il paese è fatto. Inserito tra i Borghi più belli d'Italia e insignito della Bandiera Arancione del Touring Club, il centro storico è una cartolina vivente. Ecco cosa vedere, in ordine di importanza.

1. Il centro storico

Il nome viene dal latino locus rotundus: il borgo è disegnato ad anelli concentrici attorno alla Chiesa Madre. Ci si cammina dentro e si finisce per girare in tondo senza accorgersene, tra archi in pietra, scalinate e case bianchissime con i gerani sui balconi.

Il momento migliore per percorrerlo è il tardo pomeriggio, quando il sole basso scalda la calce e i contrasti si ammorbidiscono. Le foto vengono meglio, ma soprattutto si cammina senza soffrire il caldo.

2. Le cummerse

Sono l'elemento architettonico che rende Locorotondo diversa da ogni altro borgo della Valle d'Itria. Mentre altrove i tetti sono piatti, qui le case hanno tetti spioventi ricoperti di chiancarelle, le stesse lastre calcaree usate per i trulli. Il profilo del paese, visto da fuori, è per questo motivo unico.

3. La Chiesa Madre di San Giorgio Martire

È il cuore del borgo, sia religioso che urbanistico. La facciata in pietra locale domina la piazza principale e la cupola si vede da tutta la valle. Costruita a cavallo tra Settecento e Ottocento in forme neoclassiche, custodisce all'interno la statua del patrono.

Un vicolo del centro storico di Locorotondo
Un vicolo del centro storico di LocorotondoFoto: Sailko · CC BY 3.0 · Wikimedia Commons

4. Via Nardelli, il «lungomare senza mare»

È la passeggiata più famosa del paese e il soprannome spiega tutto: corre lungo il bordo esterno del centro storico e si affaccia su un panorama di vigneti, uliveti e trulli che si perde all'orizzonte. Un lungomare, senza il mare.

Il consiglio: percorri Via Nardelli nell'ultima ora di luce, poi rientra nei vicoli quando si accendono i lampioni. Il centro storico illuminato di notte è un'esperienza diversa rispetto alla stessa passeggiata di giorno.

5. La Chiesa di San Nicola e il borgo antico

Nel punto più antico del paese, la piccola chiesa di San Nicola conserva affreschi di scuola locale. È poco pubblicizzata e proprio per questo vale la sosta: è il tipo di luogo dove si capisce che il borgo esisteva molto prima del turismo.

6. Le botteghe e gli artigiani

Tra i vicoli si aprono laboratori artigiani, enoteche e negozi di prodotti tipici: taralli, conserve, olio della valle, ceramiche. Sono attività piccole, spesso familiari. Prenditi il tempo di entrare: la differenza rispetto al souvenir da bancarella si vede subito.

La campagna della Valle d'Itria attorno a Locorotondo, tra vigneti e trulli
La campagna della Valle d'Itria attorno a Locorotondo, tra vigneti e trulliFoto: Adbar · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

7. Un calice di Locorotondo DOC

Locorotondo è un nome DOC dal 1969: il bianco che porta il nome del paese nasce da uve Verdeca e Bianco d'Alessano. Secco, fresco, sapido. Berlo in un'enoteca del centro, al tramonto, è parte della visita quanto la Chiesa Madre.

Quanto tempo serve

Il centro storico si visita comodamente in due o tre ore. Ma Locorotondo dà il meglio a chi ci dorme: la mattina presto e la sera tardi, quando i gruppi in giornata se ne sono andati, il paese torna a essere se stesso.

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