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Alberobello
La capitale mondiale dei trulli

Patrimonio UNESCO dal 1996: i rioni Monti e Aia Piccola, il Trullo Sovrano, un museo a cielo aperto a dieci minuti da casa.

9 km
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1996
Patrimonio UNESCO
I tetti conici in chiancarelle del Rione Monti, Alberobello
I tetti conici in chiancarelle del Rione Monti, AlberobelloFoto: Benjamin Smith · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Perché è unica al mondo

Alberobello è entrata nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO nel 1996, e non per una questione di bellezza generica: è l'unico posto al mondo dove i trulli non sono episodi isolati in campagna, ma formano interi quartieri urbani. Oltre 1.500 costruzioni a secco, con i tetti conici in chiancarelle, addossate una all'altra lungo strade in salita.

Rione Monti

È il rione più grande e più visitato: circa mille trulli disposti su otto stradine che salgono verso la chiesa di Sant'Antonio — una chiesa costruita anch'essa a forma di trullo. Molti trulli oggi ospitano botteghe e negozi di artigianato. È turistico, ma è anche l'unico modo per camminare dentro un paesaggio del genere.

Rione Aia Piccola

Sull'altro lato di Piazza del Popolo, l'Aia Piccola è il rovescio della medaglia: circa 400 trulli, quasi tutti ancora abitati, quasi nessun negozio. Se vuoi capire come si vive dentro un trullo, è qui che devi andare. Ed è anche molto più silenzioso.

Il Trullo Sovrano

È l'unico trullo a due piani di Alberobello, costruito a metà del Settecento dalla famiglia Perta. Oggi è un piccolo museo che mostra come erano arredati questi spazi: la cucina, l'alcova, il forno. La visita è breve ma chiarisce molte cose sulla vita reale dentro queste costruzioni.

Il consiglio dell'host: arriva presto la mattina o dopo le 17. Nelle ore centrali di luglio e agosto i rioni sono affollati e il caldo tra le pietre bianche è notevole. Da Locorotondo sono dieci minuti: puoi permetterti di scegliere l'orario buono.

Le chiancarelle e la costruzione a secco

I trulli sono costruiti senza malta: pietre calcaree incastrate a secco, con il tetto a cono chiuso da una chiave di volta. La leggenda vuole che questa tecnica servisse a smontarli in fretta per sfuggire alle tasse sulle abitazioni stabili. La storia è probabilmente più prosaica — era il modo più economico di costruire con quello che c'era — ma il risultato resta straordinario.

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